Alla scoperta dell’Uganda: avventure tra primati, savane e cascate
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- 2 giorni fa
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Oltre la cartolina: Entebbe e il richiamo dell’acqua
Se pensi all’Uganda soltanto come a una terra di savane aride, prepara a ricrederti. Il viaggio inizia sulle rive del Lago Vittoria, dove Entebbe offre una passeggiata sul lungolago animata da pescatori e canoe. Poco fuori città, nel Mabamba Wetland, un labirinto di papiri dichiarato area di importanza internazionale dal programma Ramsar, ci si muove in barca tra canali e lagune; la zona ospita circa 260 specie di uccelli e rappresenta uno dei migliori luoghi al mondo per osservare lo spettacolare Shoebill ("Becco di scarpa"), un uccello preistorico che vive grazie all’abbondanza di pesci. Navigare al tramonto tra i papiri, con il canto degli uccelli come colonna sonora, fa sentire parte di un quadro vivente. Lontano dal traffico di Kampala, l’acqua diventa il filo conduttore dell’avventura, lasciandoti intuire quanta biodiversità può racchiudere una sola palude.
Kibale National Park: incontro ravvicinato con gli scimpanzé
Dalla capitale ci si addentra verso l’ovest fino alla foresta di Kibale. Qui il Kibale National Park custodisce una delle più grandi popolazioni di scimpanzé selvatici dell’Uganda, con oltre 1.500 individui suddivisi in almeno 12 comunità, quattro delle quali sono state abituate alla presenza dei visitatori. Le guide ti conducono lungo passerelle ombreggiate, dove scorgi scimmie colobo e sentieri ricchi di felci. Durante il trekking, il rumore dei rami annuncia l’arrivo degli scimpanzé: li osservi mentre si abbracciano, si alimentano e si rincorrono tra le liane. L’esperienza è regolata da gruppi di massimo sei persone per garantire il rispetto degli animali e dura il tempo necessario per comprendere quanto sia preziosa la loro sopravvivenza. Uscendo dalla foresta porti con te la consapevolezza che l’Uganda protegge i suoi primati con cura, rendendo possibile un turismo responsabile.

Bwindi Impenetrable Forest: l’emozione di incontrare i gorilla
Proseguendo verso sud si arriva al Bwindi Impenetrable National Park, uno dei luoghi più biologicamente diversificati dell’Africa. Questo “bosco impenetrabile” è famoso per ospitare circa 459 gorilla di montagna, quasi la metà della popolazione mondiale, e 25 gruppi sono stati abituati al contatto con i visitatori. Il percorso, che si snoda tra creste e valli dove scorrono cinque fiumi, porta a un incontro che commuove: dopo ore di marcia nella foresta umida, si raggiunge una famiglia di gorilla che gioca e si nutre sotto gli occhi emozionati dei ranger. Oltre ai gorilla, Bwindi protegge circa 120 specie di mammiferi e oltre 350 specie di uccelli, tra cui rare endemiche della Rift Valley. La sera, i villaggi di Buhoma e Nkuringo offrono l’occasione di condividere storie con le comunità Bakiga e Batwa, depositarie di antiche tradizioni.
Savane e rinoceronti: Ziwa, Murchison Falls e Queen Elizabeth
Lasciata la foresta, il viaggio continua verso la savana. Nella Ziwa Rhino Sanctuary, primo programma di ripopolamento dei rinoceronti bianchi dell’Uganda, sei esemplari provenienti dal Kenya e dal parco Disney’s Animal Kingdom furono reintrodotti tra il 2005 e il 2006; grazie ai programmi di breeding, la popolazione è cresciuta e nel 2026 contava 61 animali. Più a nord, il Murchison Falls National Park affascina con la forza del Nilo: le acque vengono compresse in un canyon largo solo otto metri prima di precipitare per 45 metri nel Cauldron of the Devil. Il parco è il più grande dell’Uganda e ospita 144 specie di mammiferi e 556 specie di uccelli; lungo le rive del fiume si osservano elefanti, giraffe di Rothschild, bufali e ippopotami. Nel Queen Elizabeth National Park, un paradiso di ecosistemi tra savana, foreste e laghi, vivono oltre 95 specie di mammiferi e più di 600 specie di uccelli. Qui, nell’area di Ishasha, è possibile avvistare i rari leoni che si arrampicano sugli alberi in cerca di frescura.

Fiumi, laghi e cascate: dal Kazinga al Nilo
L’Uganda sorprende anche per i suoi paesaggi d’acqua. Nel Kazinga Channel, un canale naturale lungo circa 40 chilometri che collega il Lago Edward al Lago George, si concentra una delle più alte densità di ippopotami e coccodrilli del continente. Una crociera di due ore lungo questo tratto consente di vedere da vicino branchi di bufali e elefanti che si abbeverano, mentre aironi e pellicani volano bassi sulle acque. Più a sud, il Lago Bunyonyi, circondato da colline terrazzate e soprannominato “la Svizzera d’Africa”, offre un paesaggio di isole verdi e acque calme. Nato circa 18 000 anni fa dall’eruzione dei vulcani Virunga, il lago si trova a 1 962 metri di quota e, secondo misurazioni moderne, raggiunge profondità di circa 40 metri. Le sue 29 isole, ciascuna con miti e leggende, trasformano la navigazione in un viaggio tra storia e natura. Un’ulteriore sosta d’obbligo è il Mabamba Bay, dove in canoa si cercano i rari shoebill e si ascoltano le storie dei pescatori.
Montagne, piantagioni e villaggi: panorami oltre il safari
Oltre alla fauna, l’Uganda regala panorami montani e incontri umani. Nella regione di Fort Portal le piantagioni di tè tingono di verde le colline, e una breve escursione al punto panoramico chiamato Top of the World consente di vedere contemporaneamente la foresta di Kibale, tre laghi craterici, il Lago George e la catena dei Rwenzori. I Monti Rwenzori, noti come “Montagne della Luna”, si innalzano fino ai 5 109 metri del Margherita Peak; insieme al Kilimangiaro e al Monte Kenya, sono tra le poche montagne permanentemente innevate sull’equatore. Più a sud, il Lake Mburo National Park — il più piccolo tra i parchi di savana ugandesi — ospita una moltitudine di erbivori: zebre, impala, eland e topi, oltre a giraffe, bufali e oltre 330 specie di uccelli. Passeggiare tra i villaggi attorno al lago e condividere un pasto con le famiglie locali permette di comprendere la relazione profonda tra persone e territorio.

L’Uganda si rivela così un mosaico di esperienze: dalle foreste dove risuonano i richiami dei primati alle cascate impetuose del Nilo, dalle savane popolate da leoni e rinoceronti alle montagne perennemente innevate. Un viaggio che unisce natura e cultura, lasciando nel cuore il desiderio di tornare.





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