Giordania pratica: dal Mar Morto a Petra
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Amman e i castelli del deserto: funzioni e contesto
Ad Amman ti muoverai su colline di pietra calcarea con un centro antico che ruota attorno alla Cittadella e al Teatro romano. L’uscita verso est porta ai castelli omayyadi, utili a leggere il rapporto tra potere e margine del territorio. Qasr al-Kharana mostra l’impianto tipico di un caravanserraglio: cortile interno, ambienti perimetrali, poche aperture per il clima. Qusayr Amra (UNESCO) conserva affreschi dell’VIII secolo legati ai bagni e alla rappresentazione del sovrano; sono una fonte diretta per capire usi e iconografia del primo periodo islamico. Qui la chiave è osservare materiali, orientamento e controllo dell’acqua: capirai perché queste strutture stanno esattamente dove stanno.
Strada dei Re, Monte Nebo e Mar Morto: geografia leggibile a occhio
Lungo la King's Highway una sosta al Mount Nebo offre un quadro lineare della valle del Giordano: terrazzi coltivati, linee d’acqua, direttrici storiche. Scendendo al Dead Sea sperimenterai galleggiamento elevato e forte salinità; utile avere acqua dolce per il risciacquo e proteggere eventuali tagli. Il vicino Wadi Mujib differenzia la visita per stagione: d’estate si percorre un canyon acquatico con tratti in corrente e passaggi su corde; d’inverno i sentieri alti permettono panorami puliti e lettura delle incisioni della Rift. La scelta dipende da portata del fiume e condizioni meteo: sul posto troverai indicazioni chiare su aperture e livelli di sicurezza.
Dana e Feynan: transizioni geologiche e turismo a basso impatto
Nella Dana Biosphere Reserve la varietà di rocce è evidente nel giro di pochi chilometri: arenarie, calcari e scisti cambiano vegetazione, colore del suolo e uso dei terrazzamenti. I percorsi segnalati aiutano a distinguere wadi asciutti e crinali, con fauna osservabile soprattutto nelle ore fresche. In zona Feynan il Feynan Ecolodge applica criteri di basso impatto (energia solare, illuminazione serale a candele, guide locali) e rende semplice avviare passeggiate brevi ma rappresentative. Qui ha senso concentrarsi su tre aspetti: raccolta tradizionale dell’acqua, erbe utili in ambiente arido, tracce antiche di lavorazioni del rame.
Kerak e Petra: accesso efficiente e lettura dei sistemi idrici
Il castello di Kerak Castle chiarisce come la roccia sia stata sfruttata per difesa e stoccaggio (bastioni, gallerie, cisterne). Per Petra l’ingresso da Little Petra segue una traccia carovaniera storica e riduce l’impatto dei flussi principali; è un approccio pratico e panoramico. Nel sito principale, percorrendo il Siq, arrivi al Al-Khazneh; più avanti, Strada colonnata e Teatro introducono al cuore urbano. La salita al Ad Deir (Monastero) serve a comprendere quote, ombreggio naturale e gestione dei percorsi. Tieni sempre d’occhio canalette, cisterne e piccoli tagli nella roccia: l’ingegneria idraulica nabatea è il vero “manuale” per capire come Petra ha retto in un ambiente a risorsa idrica limitata.
Wadi Rum e Aqaba: deserto strutturato e mare accessibile
Nel Wadi Rum ti muoverai tra sabbie di granulometria diversa e massicci d’arenaria (“jebels”) con archi naturali e incisioni rupestri; l’accompagnamento beduino è utile per tempi, soste e sicurezza su terreno mobile e in pieno sole. Le notti risultano buie per assenza di inquinamento luminoso: per l’osservazione del cielo basta allontanarsi pochi minuti dal campo. Ad Aqaba il Gulf of Aqaba consente snorkeling da riva su fondali poco profondi e accessi semplici; in città il suq concentra spezie, caffè e artigianato senza percorsi complicati. È una chiusura lineare: deserto al mattino presto o tardo pomeriggio, mare nelle ore centrali, rientro in città per i servizi.
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