Alla scoperta del Borneo malese: natura e biodiversità nel Sarawak
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- 11 ore fa
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Oltre la cartolina: Kuching e il fiume che racconta
Se ti immagini il Sarawak solo come una distesa di giungla, preparati a ricrederti. Il viaggio comincia lungo il Waterfront di Kuching, un’ampia passeggiata che segue il corso del fiume omonimo e che, al calar della sera, si anima di una vita tutta sua. Camminando tra i giardini curati e gli edifici coloniali potrai incontrare artisti di strada, vedere famiglie che si godono il tramonto e assaggiare spiedini da bancarelle improvvisate. Seduto a un tavolino di un caffè sul lungofiume potrai ammirare l’imponente Palazzo del Parlamento del Sarawak e l’arco elegante del Darul Hana Bridge, che si specchiano nelle acque del fiume. La sera, uno spettacolo di fontane e luci illumina la passeggiata con giochi d’acqua sincronizzati che trasformano il fiume in un palcoscenico. È un invito a rallentare e lasciarsi attraversare dallo spirito rilassato di questa città, che coniuga la storia coloniale e le vibrazioni moderne.
Sarawak Cultural Village: un mosaico di tradizioni vive
A una quarantina di minuti da Kuching, vicino alla spiaggia di Damai, il Sarawak Cultural Village ti permette di compiere un viaggio nel tempo e nelle tradizioni in un solo pomeriggio. Sparsi su 17 ettari di foresta tropicale ci sono i modelli fedeli delle case tradizionali dei vari gruppi etnici del Sarawak: le longhouse comunitarie degli Iban, le case sopraelevate dei Bidayuh e le abitazioni scolpite degli Orang Ulu. Passeggiando tra queste costruzioni puoi fermarti a chiacchierare con gli abitanti che indossano costumi tradizionali, osservare come intrecciano stuoie o scolpiscono strumenti musicali e, se ti va, provare anche tu. Ogni giorno, nella grande casa circolare, si tengono spettacoli di musica e danza dove i tamburi risuonano e le movenze raccontano storie antiche. Il villaggio non è solo un museo, ma un luogo dove le comunità mostrano con orgoglio la loro eredità e invitano i visitatori a partecipare attivamente. Sorseggiare un bicchiere di tuak — il vino di riso locale — offerto da un capo villaggio e improvvisare un passo di danza ti farà sentire parte di una famiglia allargata che abita queste terre da secoli.

Semenggoh Wildlife Centre: un incontro che commuove
Poco fuori Kuching, lungo la strada che porta a Puncak Borneo, si trova il Semenggoh Wildlife Centre, un santuario dedicato alla riabilitazione degli orangutan. Attraversando il cancello entri in una foresta dove gli uomini sono ospiti e gli animali i veri padroni di casa. Qui vivono orangutan salvati dalle piantagioni o rimasti orfani, che imparano di nuovo a sopravvivere autonomamente. Avanzando su passerelle di legno senti lo schiocco dei rami e improvvisamente, sopra di te, appare una madre con il suo piccolo che si muove con eleganza tra le liane. I ranger del centro spiegano l’importanza del loro lavoro e invitano i visitatori a rispettare le distanze. Durante i momenti di alimentazione, i primati si avvicinano con cautela alla piattaforma e si lasciano osservare mentre afferrano frutta con mani incredibilmente simili alle nostre. Guardare un orangutan negli occhi è un’esperienza che tocca corde profonde: ti ricorda quanto noi umani siamo parte della stessa famiglia e quanto sia fragile il legame tra progresso e natura.
Batang Ai: lungo fiumi e longhouse degli Iban
Lasciando alle spalle la costa, un viaggio di diverse ore verso l’interno conduce al lago artificiale di Batang Ai, cuore storico del popolo Iban. Questa regione, a circa 275 chilometri da Kuching, conserva alcune tra le più antiche longhouse della loro comunità. La strada finisce sulle sponde di un vasto bacino creato da una diga; da qui si sale su lunghe barche di legno che navigano tra colline ammantate di foresta e acque color smeraldo. Mentre la barca procede lenta, noti le prime longhouse: grandi abitazioni su palafitte che ospitano più famiglie, con verande dove i bambini giocano e le donne intrecciano ceste. La sera, dopo una cena a base di riso e pesce del fiume, gli anziani del villaggio raccontano storie di cacce e guerre tribali, e il tuak viene offerto generosamente a tutti. Batang Ai non è solo cultura: le sue foreste fanno parte della Lanjak-Entimau Wildlife Sanctuary e del Batang Ai National Park, creati per proteggere la ricchissima biodiversità e soprattutto gli orangutan selvatici che qui trovano rifugio. In qualche momento fortunato potresti scorgere un orangutan tra gli alberi mentre navighi verso il villaggio; un ricordo difficile da dimenticare.

Niah National Park: tracce di umanità nella giungla
Spostandosi a nord, nella divisione di Miri, il Niah National Park custodisce alcune delle testimonianze preistoriche più importanti dell’Asia. Entrare nelle sue grotte significa ripercorrere 65 mila anni di storia: è qui che gli archeologi hanno trovato resti umani e pitture rupestri risalenti a epoche remote. Le enormi cavità, percorse da passerelle in legno, sono illuminate da fasci di luce che filtrano dalle aperture superiori, creando un’atmosfera quasi sacra. Sulle pareti puoi osservare i graffiti rossi che rappresentano barche e figure stilizzate, e, sospesi in alto, i cosiddetti death ships, bare scavate nel legno usate dalle popolazioni preistoriche. Fuori dalle grotte, il parco offre sentieri che si snodano tra foreste e fiumi dove vivono uccelli colorati e farfalle gigantesche. L’impressione è quella di trovarsi in un museo a cielo aperto dove la natura fa da cornice alla storia dell’umanità. Visitare Niah non è solo una gita naturalistica, ma un viaggio interiore che collega la modernità alla nostra antichissima origine.
Tanjung Datu National Park: dove la giungla incontra l’oceano
All’estremo ovest del Sarawak, vicino al confine con l’Indonesia, si stende il remoto Tanjung Datu National Park, un’area protetta accessibile solo via mare. Qui la foresta primaria arriva fino alla spiaggia e crea un confine quasi invisibile tra terra e oceano. Le barche partono dai villaggi di Sematan o Telok Melano e, dopo una breve traversata, approdano su spiagge bianche lambite da acque turchesi. Passeggiando lungo la sabbia potresti trovare le tracce lasciate dalle tartarughe marine che di notte depongono le uova. Inoltrandoti nei sentieri scoscesi che si addentrano nel fitto della foresta, sentirai il grido dei gibboni del Borneo e forse scorgerai un uccello dalle piume iridescenti. Questa ricchezza fa sì che il parco sia uno dei pochi luoghi dove si può vivere, nello stesso giorno, la dimensione marina e quella più profonda della giungla. L’isolamento di Tanjung Datu non è un ostacolo ma un vantaggio: qui la natura domina e l’essere umano non può che adeguarsi ai suoi ritmi lenti e maestosi.





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